PER UNO SCIOPERO GENERALE UNITARIO

DEL SINDACALISMO CONFLITTUALE

 

 


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Contro il nuovo attacco alle pensioni e gli altri contenuti antioperai della legge di bilancio !

In difesa dei salari contro l’aumento dell’inflazione !

In difesa delle libertà sindacali e politiche della classe lavoratrice !

 

Lo scorso 11 ottobre, per la prima volta dopo anni, tutte le organizzazioni del sindacalismo di base hanno chiamato unitariamente allo sciopero generale i lavoratori.

L’esito della mobilitazione è stato ancora lontano dall’obiettivo di coinvolgere larghe masse di lavoratori e bloccare produzione, circolazione delle merci e servizi, ma è indubbio che lo sciopero è andato meglio di quelli analoghi degli anni passati, che è stato un piccolo ma importante passo in avanti, dando una pratica conferma di come sia corretto e necessario l’indirizzo dell’unità d’azione del sindacalismo conflittuale.

Elementi tangibili di questo risultato positivo sono stati alcuni robusti cortei cittadini (Genova, Firenze, Milano, Bologna, Napoli) e l’adesione di lavoratori e rappresentanze sindacali di alcune grandi fabbriche metalmeccaniche, pur inquadrate ancora entro la Cgil, come la Gkn di Firenze, la Perini di Lucca, la Piaggio di Pontedera. Si è realizzata, pur in una prima piccola misura, l’unione nello sciopero del sindacalismo conflittuale, sia esso fuori o dentro il perimetro del sindacalismo di base, ciò che più temono le dirigenze dei sindacati collaborazionisti e a cui contrappongono l’unità sindacale di Cgil Cisl e Uil, che è un’unità contro le lotte.

Dopo lo sciopero dell’11 ottobre, il Governo è passato apertamente all’attacco della classe lavoratrice: ha avviato l’iter per l’approvazione della legge di bilancio, contenente l’offensiva contro le pensioni e altri provvedimenti antioperai, e, con la scusa dei cortei no vax / no green pass, ha imposto il divieto di manifestare nei centri cittadini.

Ad aggravare la condizione dei lavoratori, l’aumento dei prezzi dei prodotti energetici, che si sta ripercuotendo su quasi tutte le merci, riducendo ulteriormente i già bassi salari reali, frutto di decenni di rinnovi contrattuali a perdere siglati da Cgil Cisl e Uil.

Sul fronte del sindacalismo di regime assistiamo alla consueta condotta volta a mantenere fermi i lavoratori. La Cisl si è detta contraria allo sciopero generale. La Cgil parla in termini volutamente ambigui di mobilitazione, non escludendo il ricorso allo sciopero generale, che al suo interno è invocato dalle correnti di sinistra, non solo da quelle di opposizione ma anche da quelle che sostengono la maggioranza.

In questo quadro, le dirigenze di tutti i sindacati di base, esclusi solo il SI Cobas e lo Slai Cobas per il Sindacato di Classe, hanno deciso di organizzare per sabato 4 dicembre una giornata di manifestazioni a carattere locale.

Questa decisione, a parere dei firmatari di questo appello, rischia di rivelarsi inadeguata e di rappresentare, dopo il passo in avanti compiuto con lo sciopero dell’11 ottobre, un passo indietro.

L’organizzazione di una manifestazione può avere valore solo se usata quale strumento per promuovere un nuovo sciopero generale unitario del sindacalismo conflittuale, da realizzarsi questo sì con manifestazioni locali, tali da favorire la partecipazione più larga dei lavoratori. A tale scopo, la manifestazione per preparare e promuovere un nuovo sciopero generale sarebbe più efficacie se organizzata a carattere nazionale, o almeno interregionale.

Se invece, a fronte dell’attacco del regime padronale, ci si limiterà a organizzare una giornata di manifestazioni locali, si incorrerà in diverse conseguenze dannose per il movimento sindacale di classe:

- ci si troverà nella infelice posizione di dover giustificare la condotta tante volte giustamente rinfacciata alla Cgil, di non organizzare scioperi bensì innocue manifestazioni;

- se la Cgil confermerà il suo immobilismo si perderà l’occasione di riempire il vuoto di mobilitazioni lasciato da essa e di candidarsi a dirigere un movimento di lotta sindacale dei lavoratori contro l’offensiva governativa;

- se la Cgil promuoverà invece lo sciopero ci si ritroverà nella migliore delle ipotesi a inseguire la sua iniziativa, partecipando allo sciopero con la propria piattaforma rivendicativa e con propri spezzoni ben distinguibili nei cortei, nella peggiore, a disertare lo sciopero limitandosi a organizzare una manifestazione, risultando così agli occhi dei lavoratori ancor più moderati della Cgil.

Tante volte è stata giustamente ribadita la necessità di uscire dalla ritualità delle azioni generali promosse dal sindacalismo di base con cadenza annuale. Occorre farlo avendo un rapporto e una sensibilità con la classe lavoratrice, il suo sentire, la sua spontaneità. A fronte dell’attacco che i lavoratori stanno subendo in queste settimane – pur nel quadro generale di una situazione sfavorevole alle mobilitazioni – a ben vedere vi sono condizioni più favorevoli allo sciopero generale oggi che l’11 ottobre scorso. Il sindacalismo di base ha il dovere di tentare una mobilitazione generale, di proporla ai lavoratori, per quanto difficile essa sia, di poter a posteriori dire che non è rimasto guardare.

Occorrerebbe inoltre insistere, a fronte della caduta dei salari reali, sulla unificazione nello sciopero generale delle vertenze per i rinnovi contrattuali, che coinvolgono milioni di lavoratori, per rivendicare forti aumenti salariali, maggiori per le categorie e le qualifiche peggio pagate.

Infine, ad ora vi sarebbero condizioni ulteriormente favorevoli all’allargamento dello sciopero oltre il perimetro del sindacalismo di base, andando incontro alla richiesta di sciopero generale promossa dai lavoratori della Gkn da diverse settimane, sostenuta da diversi gruppi di lavoratori che stanno cercando in quella lotta un centro su cui far convergere le singole battaglie operaie oggi mantenute divise e disperse.

Invitiamo i lavoratori e i militanti del sindacalismo conflittuale – sindacati di base, aree sindacali conflittuali entro la Cgil, gruppi di lavoratori combattivi in ogni sindacato – a firmare questo appello affinché LE DIRIGENZE DEI SINDACATI DI BASE FISSINO NEL PIÙ BREVE TEMPO POSSIBILE LA DATA DI UN NUOVO SCIOPERO GENERALE, da effettuarsi prima della approvazione della legge di bilancio, tentando un nuovo coinvolgimento dei sindacati che non hanno aderito all’iniziativa del 4 dicembre.

Dal momento in cui verrà fissata la data dello sciopero generale avrà un valore positivo l’organizzazione di una manifestazione per propagandarlo e prepararlo.

Domenica 14 novembre 2021

 

Per adesioni scrivere a perloscioperogenerale2021@gmail.com

 

FIRMATARI

 

Mariopaolo Sami – delegato Usb Vvf Genova

Emanuela Pulcini – Cobas Coopculture Roma

Agata Castello – Cobas Coopculture Roma

Stefano Pillon – Cobas Coopculture Roma

Domenico Destradis – Usb Stellantis Melfi – Potenza

Luc Thibault – Rsu Usb Alto Vicentino Ambiente – Igiene ambientale – Schio (Vicenza)

Daniele Viscone – Rsa Usb Prefettura Roma

Michela Ruffa – Usb Rab Vitesco – Pisa

Maurizio Peggio - RAI - Roma

Giacomo Romboli – Usb Rab Vitesco Pisa

Daniele Massa – operaio settore farmaceutico – Firenze

Galvanin Roberto – Rsu Usb Stefani SCM Thiene – Vicenza

Paola Squizzato – delegata Usb Ics Maugeri Tradate – Varese

Lucio Lanzara – Cobas Poste del Lavoro Privato – Salerno

Loriana Pupolin - Miur - Roma

Mario Gangarossa - pensionato Telecom - Caltanissetta

Franco Senia - blogger - Firenze

Raffaele Bondesan - pensionato Poste Italiane - Venezia

Isidoro Migliorati - Rsa SI Cobas Memec Spa - Novara

Paolo Defilippi - Amiu - Genova

Sergio Superina - tecnico pensionato Olivetti - Torino

Gianni Giovine - operaio Leonardo aerostrutture Nola - Esecutivo Usb Lavoro Privato Napoli

Luigi Napolitano - Rsa Cobas Lavoro Privato - Napoli

Roberto D'Amico - insegnante - Firenze

Raffaello Giampiccolo - disoccupato - Villarosa (Enna)

Stefano Macera - guida turistica - Roma

Giorgio Gioia - pensionato - Savona

Aurelio Fabiani - Casa Rossa - Spoleto

Leonardo Donghi - guida turistica - Roma

Maurizio Neri – libraio e contadino - Roma

Loredana Baglio - redazione romana de Il pane e le rose - Roma

Antonio Staita – poste private – Filt Cgil – Genova
Domenico Quintavalle - delegato Cobas Lavoro Privato - Caserta

Nicola Irace - Fiom Almaviva - Roma